Questionari e Materiali


prossimo congresso nazionale.

Questionario Partito II Fase

inchiesta Lampo I Lavoratori e la crisi - Io penso che... 2009

Questionario

inchiesta consultori 2007

Questionari

Inchiesta Web (?)

indagine sulle elzioni Comunali a Fiumicino

Questionario

Inchiesta svolta a Fiumicino aereoporto tra i dipendenti del gruppo Alitalia Giugno Agosto 2004

Questionario

RILANCIARE L’INCHIESTA

L’inchiesta, come strumento nella nostra azione politica, è stata spesso indicata da tutte le parti del partito come utile, se non indispensabile, ma ancora praticata a macchia di leopardo, in maniera episodica, lasciata alla buona volontà o, se preferite, alla sensibilità dei compagni o delle compagne. Rari sono i gruppi di inchiesta stabili costituiti di federazione. Dobbiamo invece guadagnare nel partito una sistematicità nell’affrontare l’argomento. Dobbiamo tradurre concretamente, attraverso la pratica dell’inchiesta, il passaggio del partito dal “saper dire” a quello del “saper fare”. L’inchiesta è ancora concepita come “parte a se” dell’intervento politico del partito, e non come uno strumento dell’agire politico, che tenda a ricomporre i pezzi di una classe frantumata in un nuovo movimento operaio.....

L’Inchiesta sui Lavoratori Aeroportuali di Fiumicino - anno 2000 Bollettino di Inchiesta (supplemento al n. 14)

Il processo ormai avanzato di deregolamentazione del mercato del lavoro, legato a doppio filo alla profonda ristrutturazione in atto nel passivizzazione di massa e d'estraneità alla politica di sempre più larghi strati di lavoratrici e lavoratori, producono profonde ferite nel tessuto produttivo e sociale delle nostre città, creando figure di lavoratori sempre più diversificate, difficilmente riconducibili ad unità, spesso non sindacalizzate né sindacalizzabili in termini classici, e ancora più spesso prive di strumenti di riconoscimento tra loro.
Tutto ciò rivela l’inadeguatezza degli strumenti tradizionali di analisi e di iniziativa politica e rende fondamentale il lavoro di inchiesta : inchiesta intesa come uno strumento di iniziativa politica di massa per la ricomposizione del soggetto antagonista, attraverso la ricostruzione del tessuto sociale e lavorativo cosi profondamente lacerato da anni di ristrutturazione selvaggia e di passivizzazione di massa; una ricostruzione finalizzata alla ripresa della coscienza di sé, della propria condizione di sfruttamento, nella prospettiva di rimettere in moto processi collettivi.

Perché un’inchiesta nel pubblico impiego - anno 2003 Bollettino di Inchiesta n. 24

Perché un’inchiesta nel pubblico impiego? Il pubblico impiego interessa nel nostro paese circa centinaia di migliaia di addetti. Spesso questi lavoratori diventano i bersagli naturali dell’attacco al “pubblico” anzi su di essi viene costruita tutta una mitologia che ci parla di inefficienza-assistenzialismo in contrapposizione ad un privato efficiente. In realtà dopo aver provveduto a privatizzare il rapporto di lavoro nel pubblico impiego e dopo aver introdotto il lavoro interinale, si è realizzata in questo settore la declinazione di tutte le forme del precariato che la legislazione consente: i fenomeni di esternalizzazione, outsourcing, ecc. sono già una realtà ...
 

Dall'inchieta operaia all'inchiesta metropolitana - anno 2004 Bollettino di Inchiesta n. 29 

Con questo obbiettivo,il Gruppo inchiesta nazionale ha promosso una ricerca sulle lotte in corso alla FIAT-SATA di Melfi e nell’aeroporto di Roma-Fiumicino, il cui titolo “Mettere in rete le lotte . . .   in movimento” esplicita l’obbiettivo politico della analisi delle forme del conflitto e degli elementi di unità emergenti da realtà lavorative tra loro molto diverse. Questa è l’ipotesi di lavoro che intendiamo verificare, al fine di offrire un contributo alla costruzione del nuovo movimento operaio individuando il filo rosso che attraversa e lega le lotte di Scanzano (scorie nucleari), Rapolla (elettrosmog), Mefli (diritti e salario), Fiumicino ( difesa del posto di lavoro), gli autoferrotranvieri (contratto), Terni (declino industriale), i call center (rappresentanza e precarietà), l’università e ricerca (lavoro cognitivo e diritti).
 

Mettere in rete le lotte qualificare l’opposizione sociale. - anno 2005 Bollettino di Inchiesta n. 29

La storia di quest’originale inchiesta è breve, ma feconda di una ricca rete di relazioni tra tutti  i protagonisti dell’indagine:  sono 90  le/i compagne/i, delegate/i e RSU e, oltre un migliaio di lavoratori coinvolti (3000 questionari somministrati e 1300 quelli raccolti). Già questo è un risultato: tutte queste risorse hanno lavorato insieme per un obiettivo. Dalle risposte emergono temi rilevanti che necessitano di riflessioni approfondite, che consegniamo alla discussione. Il campo d’indagine dell’inchiesta è il conflitto ma gli scenari sono profondamente diversi: Melfi, lo stabilimento più produttivo d’Europa e Fiumicino – Alitalia che sta per diventare un’ex base di armamento di una ex compagnia di bandiera ed in cui stiamo assistendo all’ultimo capitolo di un declino annunciato sull’ultimo asset strategico del paese.

L'inchiesta: da Gruppo a Dipartimento. - anno 2005 Bollettino di Inchiesta n. 30

La precarietà è oggi una caratteristica strutturale della società italiana. I lavoratori precari sono 3 milioni244 mila su complessivi 22 milioni di dipendenti. Aquesto esercito di individui senza certezze per il futuro vanno aggiunte: a) le “partite IVA” (che neanche l’ISTAT riesce a contare); b) i contratti a tempo determinato sono circa la metà degli oltre 3 milioni di rpecari. Di questi 1 milione e 131 mila sono contratti a tempo pieno, mentre circa 500 mila sono i part-time. I co. co. co., oggi co.co.pro., sono circa il 32% pari a 1 milione e 36 mila unità. In realtà la mistificazione giuridico-normativa dei co.co.pro. maschera un rapporto di lavoro subordinato ed. equivale ad essere ”senza diritti e senza rappresentanza” In tutto il Paese il grande business del lavoro in affitto è conteso da decine di agenzie e conta su un mercato di circa 500 mila “contatti” (le virgolette sono d’obbligo). Aquesti si aggiungono 106mila prestatori d’opera occasionali. Nel 2004 le ore lavorate da questa tipologia di lavoratori sono state 254 milioni, equivalenti ad una forza-lavoro di circa 155mila operai impiegati a tempo pieno.

Inchiesta: un metodo per “rovesciare la piramide” - anno 2005 Bollettino di Inchiesta n. 31

L'inchiesta di Rifondazione Comunista sul porto di Trieste, coordinata da Paolo Hlacia, ha già sfatato molti miti a cominciare da quelli dello stipendio e del lavoro fisso. L' 87% dei portuali guadagna meno di 1500 euro, nel 28% dei casi non viene applicato il contratto nazionale. Il 36% degli intervistati giudica pericoloso il lavoro svolto e ben 5 persone (su circa 100 intervistati) ha subito un incidente grave. Estremamente interessanti le opinioni espresse dai lavoratori sul Porto Vecchio, sulla Piattaforma logistica (il 55% ritiene che sia una bufala per coprire altre operazioni sulle aree della Ferriera), sul coordinamento con gli altri porti e sui moli VII e VIII.. Sono le opinioni di chi ci lavora, di chi fa i conti quotidianamente con tempi e ritmi del lavoro, di chi si rende conto sulla propria pelle delle problematiche lavorative: sono le opinioni degli esclusi dalle decisioni. Due gli obiettivi dell’inchiesta: porre al centro il lavoratore ed i suoi diritti e ricreare le condizioni per rilanciare l’organizzazione del lavoro portuale con una nuova autogestione, il “sistema porto” come valore aggiunto per l’economia delle città, mettendo un freno all’ondata di colonizzazione e precarizzazione che investe tutti gli scali portuali. Precarizzazione che è sempre più radicata nella struttura della composizione del lavoro, come giustamente sottolinea Elettra Deiana nel redazionale. Si tratta di materiali che le altre Federazioni “marinare”, quelle con i porti di Genova, La Spezia, Napoli, Palermo, Taranto, Gioia Tauro, e Bari (per citarne alcuni) possono utilizzare.

Con tutto l’entusiasmo - anno 2006 Bollettino di Inchiesta n. 32

Ci vuole proprio questo entusiasmo perché sempre più spesso leggiamo cronache che ci spingono verso tutt’altre considerazioni. La crisi del sistema produttivo postfordista nel nostro paese apre scenari drammatici come ha giustamente sottolineato Paolo Ferrero nell’editoriale. Non adagiarsi quindi a deleghe governiste tenendo vive “la necessità di capire la realtà sociale” e il “cercare i concreti percorsi di lotta e pratica collettiva”, questo anche tramite il lavoro di inchiesta. E l’entusiasmo trasmessoci dalla mail di Nunzio Martino è quello che ci vuole per affrontare il duro lavoro che ci aspetta contro la globalizzazione neoliberista, duro ma anche emozionante. In fondo la politica è pur sempre passione, come dice Nunzio.

Punto primo: basta precarietà! - anno 2006 Bollettino di Inchiesta n.33

La precarietà dei rapporti di lavoro è diventata, negli ultimi quindici anni, l’essenza delle trasformazioni del mercato del lavoro, facendo del ricatto e dell’insicurezza la cifra della modernità e del mercato del lavoro italiano. Il significato del termine precarius – come ricordava Gallino qualche tempo fa su La Repubblica – allude a qualcosa che si pratica soltanto in base a una autorizzazione revocabile, qualcosa che è stato ottenuto non per diritto ma per preghiera. Precari sono coloro che debbono pregare qualcuno per ottenere un lavoro, pregare per conservare il lavoro, pregare per vedere rinnovato il proprio contratto.

Che fare? - anno 2006 Bollettino di Inchiesta n. 35

Abbiamo deciso di narrare la precarietà con un altro linguaggio: quello fotografico. Il Dipartimento Inchiesta Nazionale ha deciso di interpretare in questo modo l’indicazione uscita dall’assemblea dell’otto luglio fatta dal manifesto “Stop precarietà ora!”, indicazione di produrre narrazioni (che sono un tipo d’inchiesta), e piattaforme territoriali. Così abbiamo iniziato a mettere dei gazebo per chiedere alle precarie/i di farsi fotografare con la lavagnetta in mano scrivendoci sopra anziché i dati biografici, la data di scadenza del contratto di lavoro.

Inchiesta Partito I Fase anno 2007 Bollettino di Inchiesta n. 36

Guardiamoci intorno: la piramide non c’è più. La società del partito di integrazione di massa, della sezione del Partito Comunista che sfida il campanile in ogni municipio esiste più. Ma c’è ancora la politica, nonostante molti ne avessero già celebrato il funerale, c’è ancora il movimento che cambia lo stato di cose presenti. C’è Rifondazione comunista, ed è bene che ci sia. Ma che partito è oggi realmente Rifondazione? E’ un partito insufficiente, che spesso non intercetta domande di partecipazione diffuse nella società, che riproduce riti e schemi gerarchici e chiusi spesso inutili, che in molti luoghi stenta a costruire relazioni virtuose tra militanti, dirigenti, istituzioni, società civile. Ma Rifondazione è anche un partito vivo, che attraversa i movimenti, che innova le sue pratiche, che elabora nuovi contenuti politici, che affronta vertenze territoriali, che sperimenta nei territori pratiche di neomunicipalismo e democrazia partecipativa. Rifondazione il partito che ha fatto suo il precetto zapatista “camminare domandando”.

Inchiesta sul Partito: Facciamo il punto! - anno 2007 Bollettino di Inchiesta n. 37

Nella storia del movimento operaio, si sono contrapposte due concezioni del partito: una vedeva nel partito l’espressione necessaria e “garantita” della coscienza della classe operaia, l’altra vedeva nel partito uno strumento della lotta di classe, per questo sempre discutibile e sottoponibile a critiche e revisioni. La prima concezione (che ha avuto un’espressione tipica nello stalinismo) è stata condannata dalla storia. Rifondazione Comunista (non a caso nata come “movimento per la rifondazione comunista”, quindi come struttura aperta, soggetta a modifiche lungo il suo cammino) si richiama ovviamente alla seconda.

Un contributo per il progetto della Sinistra Europea - anno 2007 Bollettino di Inchiesta n. 38

E arriviamo così a questo numero monografico, che vuole offrire ai lettori un resoconto di interviste con le reti italiane della Sinistra europea, per conoscerle meglio e comprendere in profondità le ragioni dell’urgenza della costituzione della nuova soggettività politica. Tale quadro d’insieme consentirà ai lettori di capire come le reti possano concretamente aprire percorsi di partecipazione tessendo le “maglie” di una rete costituita da luoghi, territori in cui sociale e politica si coniughino, dando una risposta forte alla crisi della politica. Il Dipartimento Inchiesta del PRC ha cosi scelto di fornire un contributo mettendosi al servizio dell’importante progetto della S.E.

Inchiesta di massa se non ora quando? - anno 2008 Bollettino di Inchiesta 41

Siamo usciti da Chianciano con le fabbriche chiuse per ferie ed ora siamo in un autunno che vede le fabbriche chiudere per la più grande crisi dal dopoguerra. Crisi che moltiplica l’insicurezza sociale e la solitudine dei lavoratori che, in assenza di un legame sociale frantumato sotto il maglio delle politiche liberiste non si riconoscono tra di loro. I lavoratori si presentano davanti al padrone di turno come merce. Il senso di insicurezza e l’assenza di una critica anticapitalistica efficace diventa il terreno di coltura di un’idea-forza che afferma che agli effetti della globalizzazione si possa rispondere con politiche protezionistiche sul lato economico (il Tremonti pensiero) e sul piano sociale-politico con la costruzione del nemico interno: il lavoratore migrante in primis in quanto categoria sociale più debole e ricattabile… Quello che Marx descriveva come “esercito industriale di riserva”.

Serve anche il Bollettino... - anno 2009 Bollettino di Inchiesta n 45

Cari Compagni, care Compagne,che sempre più numerosi e, speriamo, con sempre più interesse avete seguito le pagine del Bollettino d’Inchiesta, il tentativo che abbiamo portato avanti con questo esperienza è stato quello di offrire un resoconto del lavoro d’inchiesta capace di fornire una conoscenza adeguata della realtà in continua trasformazione, dei luoghi di lavoro e di vita dove abbiamo condotto la nostra ricerca. Attraverso questa conoscenza si sarebbero dovuti sviluppare gli strumenti adeguati all’iniziativa politica del Partito per tornare quindi ai luoghi del nostro cercare per meglio intervenirvi. E’ quello che abbiamo sempre chiamato il metodo dell’Inchiesta. Accanto a questo percorso il Bollettino ha sviluppato, soprattutto negli ultimi numeri, l’intenzione di proporre alcune riflessioni sui temi più stringenti dell’analisi e dell’attualità politica.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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